Francesco La tua chitarra e' qui e lotta con NOI Carlo Vigliano martedì 11 marzo 2003 22.40 Ci sono emozioni che gridano e si dimenano, ci sono emozioni che si offendono se non dai loro libero sfogo subito!! Ma c'e' anche quel sonno becco che alle 2 si notte ti attanaglia sicche' al batter, per la seconda volta, della testa sul monitor si capisce, senza possibilita' alcuna di equivocare, che gli amici possono attendere, e che questo racconto non e' poi cosi' importante. Vi preannuncio il racconto delle mia prima volta La giornata non era iniziata bene come quasi tutte quelle da un po' di tempo a questa parte, gia' il lunedi' e' lunedi' poi in particolare QUESTO LUNEDI'.... pian piano che la giornata maturava; dal tepore del piumone alla passwod del PC aziendale si fissava nella mia mente (appena prendevo coscienza di averne una...il che di solito avviene solo DOPO aver inserito la password nel PC aziendale), che, per inciso era ben piu' fumata del solito, prendeva forma l'immagine di una serata che già nel pensiero che l'anticipava sarebbe stata memorabile. NE ero convinto .... sarebbe veramente stata una serata memorabile! Serata memorabile.... cavolo e' gia' arrivata!! ma e' tardi.....come al solito, io non riesco mai a vincere; il tempo mi frega sempre, non ho speranze e' piu' forte lui. Cosi' tra una prodezza automobilistica e un semaforo bruciato mi ritrovo la', dove neanche una spaccaghiaccio sarebbe riuscito a penetrare: IL TRAFFICO DI VIA APPIA A MARINO ALLE 19:40, cosi' mentre scopro (imprecando neanche troppo sommessamente) che il tabacco che avevo amorevolmente umidificato per l'occasione (al whisky) si sarebbe prestato più ad esser spremuto che fumato (devo ricordarmi di "umidificarlo" di meno). mi tornava in mente - gran cosa e' il pensiero - quella mia rapida quanto bella sortita "fuori porta S.Vitale" (Bologna ndr) terminata mangiando una pizza seduto sul ciglio del marciapiede .... del marciapiede difronte casa di Francesco. Non so come spiegarlo ma, nel bel mezzo del traffico dell'appia mi tornava alla mente l'odore, la quiete colta e sorniona di quel luogo semplice e ospitale .... quasi surreale. La speranza di andare a sentire Guccini dal vivo si stava concretizzando sempre piu' dopo aver faticosamente trovato un cantuccio dove infilare il "Salvadanaio" (la mia Y ndr). Stupore nel veder cotanta folla dirigersi verso quel postaccio mondano. Strano posto: un PALAGHIACCIACCIO qualsiasi; strano quel posto quello; con le sue mura, con il suo superficiale vocio, con il suo "ghiaccio del sabato sera", avrebbe di certo profanato i versi del mio beniamino. Quei versi sarebbero stati meglio custoditi dall'intimita' piu' coscienziosa del ciliegio di un buon auditorio che non dal freddo di quella pista da pattinaggio. Trenta secondi dopo aver mostrato il biglietto alla sicurezza e mi son reso conto che le mie paure sul custode dei versi del Guccinone erano in effetti estremamente puerili. Uno striscione mi dava il benvenuto: "MEGLIO PICCOLO BACCELLIERE CHE TURPE CAVALIERE" accoglieva il mio ingresso NEL PALAGHIACCIO .... ....che dire, piu' che uno striscione un biglietto da visita o un certificato di garanzia, se mai ne servisse uno. Da lì in poi, non semplicemente un concerto, ho visto l'orda di barbari in cui i concerti son soliti trasformare i piu' innocui individui sedersi mansueti all'ingresso del Guccini.... eh si' perche' Francesco, Francesco non inizia i suoi concerti se c'e' qualcuno in piedi. Cio' che, di li' a poco, avrebbe infiammato i miei sentimenti credo sia decisamente poco raccontabile, squisitamente personale e quindi poco condiviso .... solo alcune cose , solo alcune cose non posso impedire restino nascoste... ... un palco sterile, essenziale , un'illuminazione semplice quasi banale, una sobrieta' e una semplicita' degna del miglior "Campagnolo Inurbato" , che non sprizza arroganza se non nel manifestare pieno compiacimento nel riconoscersi un essere di pensante (a dispetto di un sacco di gente) che non sfoggia estetismi o vili sotterfugi per far divertire, non vuole far divertire! Solo cantare e musicare le sue strofe. che incespica mentre parla , che racconta e interromper le sue stesse canzoni .... perche' "e' importante che voi sappiate...." , "non so se ho mai raccontato......" che tra un Cirano o un Eskimo non puo' astenersi dal sorseggiare quel litrozzo di buon rosso che s'e' portato sul palco....ricordando alla platea che lui NON BEVE.....SI DISSETA IN MODO CONTINUO E INESORABILE. Insomma quando il buio ha coperto quelle luci cosi' maldestramente incerte, solo 2 fari hanno illuminato i versi che riempivano l'aria divenuta istantaneamente muta, attenta, ossequiosa. Quei due fari hanno dato un volto, un'espressivita' alle rime a me piu' care, una prosodia e una mimica alle strofe che mi coccolano nei non pochi momenti di sconforto, e a cui mi abbandono in cerca di rinnovata carica. Il suo incedere impetuoso ma mai spocchioso nell'argomentare, quella genialita' nel far vivere situazioni o personaggi, non necessariamente reali, in modo sempre malcelatametamente autobiografico e' una sorta di poesia nella poesia, verso nel verso.... Scopro dall'inconfondibile arrotolarsi della sua "erre" le storie, nascoste ai piu', che fan da cornice a quelle ben piu' famose. Questo era nei miei pensieri, apprezzando l'intimita' in cui mi permetteva di rimanere quel pubblico numeroso; Questo meditavo, accovacciato in silenzioso, quasi reverenziale, ascolto di quei versi che, evidentemente, non eran cari a me solo. Le note della La Locomotiva chiosavano un ormai terminato concerto sull'inceder della mezzanotte. Il palaghiaccio TUTTO silenziosamente in piedi, con il pugno alzato a salutar le parole: "Ma un'altra grande forza mostrava allora le sue ali parole che dicevano Gli uomini son tutti uguali" "E che ci giunga un giorno ancora la notizia di una locomotiva, come una cosa viva lanciata a bomba contro l'ingiustizia" Dopo solo applausi. All'uscita mentre m'intrufolavo tra i gruppi di persone di ogni eta' estasiati dall'esperienza, tra l'incontenibile vociare, mimo inequivocabile dell'emozione più esplosiva, i popcorn e la porchetta la mia attenzione si catalizza su una coppia di fidanzati a me neanche troppo vicini: Lui:"Allora ti e' piaciuto?" poi prosegue senza attender risposta:"Beh certo non e' LIGABUE .... tutt'un'altra cosa " E pensare che io Prima di portar le mie sudate carte nella sabauda terra non conoscevo GUCCINI come ho potuto , fino ad allora..... grazie agli amici grazie a quei tanto lontani quanto cari amici grazie al Pego per avermi regalato tutto questo. Devo riconoscerlo molto piu' gucciniano di me e forse scoprir che ho ancora molto da emozionarmi. Ad maiora