di Giorgio
Gaber.
A noi ci
hanno insegnato tutti gli americani. Se non c'erano gli americani a quest'ora
noi eravamo... europei: vecchi, pesanti, sempre pensierosi, con gli abiti grigi
e i taxi ancora neri.
Non c'è
popolo che sia pieno di spunti nuovi come gli americani. E generosi, e buoni, e
giusti.
Non c'è
popolo più giusto degli americani. Anche se sono costretti a fare una guerra,
per cause di forza maggiore, s'intende, non la fanno mica perché conviene a
loro. No! E' perché ci sono dei posti dove non c'è ancora né giustizia né
libertà. E loro... Eccola lì... Pum! Te la portano. Sono portatori, gli
americani. Sono portatori sani di democrazia nel senso che a loro non gli fa
male, però te attaccano.
L'America
è un arsenale di democrazia. E quello che mi ha sempre colpito degli americani
è questo gran desiderio, questo gran bisogno di esportare, divulgare il loro
modo di vivere, la loro cultura... no, la cultura no ... le innovazioni, i
fatti di costume... ecco, sono portatori sani di cose nuove.
Alla fine
della Seconda guerra mondiale sono arrivati qui e hanno portato jeep,
scatolette, jeans, cultura... no, non la cultura... movimenti dinoccolati,
allegria, progresso, cultura... no, non la cultura... la Coca-Cola, il
benessere, la tecnologia, lo sviluppo...
E di colpo
l'Europa, la vecchia, cara Europa, con i suoi lampioncini fiochi, i suoi
silenzi, i suoi fiumi, le sue tradizioni, i violini, i valzer... Di colpo...
Splash! Luci, neon, e vita, e colori poi i ponti, autostrade, grattacieli,
aerei... Chewing-gum.
Non c'è
popolo più stupido degli americani.
La cultura
non li ha mai intaccati. Volutamente. Sì, perché hanno ragione di diffidare
della nostra cultura vecchia, elaborata: Leonardo, Shakespeare, Voltaire,
Hegel, Schopenauer. Ma no, più semplicità, più immediatezza, loro creano così…
come andare al cesso.
L'America
è un paese di giovanotti. Gli americani sono gli unici al mondo che a
Disneyland non si sentono idioti neanche per un attimo. No, io non ce l'ho mica
con l'America. E no, anzi, mi piace. Ce l'ho con gli americanisti di tutto il
mondo. L'America, si sa, è stato un errore di navigazione. Mica ci volevamo
andare, ci siamo cascati. Ecco cos'è l'America. E' uno scivolo, una buca,
un'enorme buca con il risucchio: Ssscchhvvvrrumm! No, un momento, mica ci son
cascati tutti subito. All'inizio c'era anche il vento dell'Est, che, come dice
la parola, tirava un po' di là. Sì, l'Unione Sovietica, con le sue promesse, il
suo senso di giustizia, di uguaglianza, l'Internazionale socialista, la sua
cultura... la cultura... no, la cultura... anche lì, lasciamo perdere.
E
l'Italia, con le sue macerie, ma già con le sue prime luci al neon... Vvvv!...
oscillava, oscillava: "Meglio di qui... no, meglio di là...". Chi
faceva il tifo per l'uno, chi per l'altro... Insomma, si discuteva, ci si
dibatteva tra due culture... Ma no! Quali culture. Tra due superpotenze
atomiche.
Poi, a un
certo punto, di colpo, all'improvviso, senza preavviso, senza che nemmeno un
colonnello dell'Aviazione ce lo dicesse, il vento dell'Est smette. E da quel
momento: Ssscchhvvvrrumm! Tutti in buca. Ma come? Non eravamo diversi? Non si
oscillava? Non ci si dibatteva?
Macché,
più niente. Tra un imbucato e l'altro non si riconosce più nessuno. Eh sì,
quelli di destra, maledizione, mi diventano sempre più democratici. Quelli di
sinistra sempre più liberali, e...
Ssscchhvvvrrumm!
Quelli di centro... no, quelli di centro niente da dire: son sempre stati
bucaioli, loro. Ma dagli altri, non me l'aspettavo.
E ora tutti
a dire: "Che bella la buca, che bella la buca, non c'è niente di più
democratico della buca... a me piace la buca di Reagan... no, io sono per
quella di Clinton, kennedyano... Eh già, perché c'è buca e buca... Viva la
buca!".
Ed eccoci
qui, anche noi liberi, liberali, liberisti, siamo per il liberalesimo, siamo
liberaloidi, libertari, libertini, libertinotti. Liberi tutti!
No, a me
l'America non mi fa niente bene. Troppa libertà. Non c'è niente che appiattisca
l'individuo come quella libertà lì.
Il
pensiero, appiattisce. Perché per il resto crea squilibri paurosi.
Eh sì,
l'America è fiera della sua enorme e meravigliosa statua della libertà ma non
ha mai sentito la mancanza, non si sa per distrazione o per calcolo, di una
piccola, modesta statuetta dell'uguaglianza.